lunedì, 14 settembre 2026

EMERGENZA PUZZA: SUI MIASMI DI PADIGLIONE GLORIO OPPONE IL "SEGRETO" ISTRUTTORIO

La Polizia Locale risponde "picche" all'accesso ai dati richiesto dal sindacato Ugl e blinda le indagini, mentre l'Amministrazione comunale tace sulle 6 segnalazioni ricevute. Nel frattempo spopola in Rete l'ironia dei social attraverso una locandina farlocca che invita i residenti della frazione a barricarsi in casa

Di Sandro Pangrazi | 14-set-2026 4 min di lettura
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EMERGENZA PUZZA: SUI MIASMI DI PADIGLIONE GLORIO OPPONE IL "SEGRETO" ISTRUTTORIO
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di Sandro PANGRAZI
 
Un titolo forte, un'immagine che rimbalza sulle chat di WhatsApp e sui social dei residenti esasperati, e subito scatta l'allarme. 
La locandina satirica che parla di una fantomatica "Emergenza puzza" con tanto di istruzioni per chiudersi dentro è chiaramente una provocazione acchiappa-clic.
Ma la verità che nasconde non fa ridere nessuno. Nella frazione di Padiglione l'aria è davvero da mesi irrespirabile e, sul fronte ufficiale, è appena calato, anzichè trasparenza totale, un preoccupante "muro di gomma".
Carte alla mano, l’accesso civico presentato dal sindacato UGL Polizia Locale per fare chiarezza sui controlli ambientali, ha ricevuto una risposta ufficiale dal Comune di Osimo che sa tanto di parziale chiusura dei rubinetti dell’informazione.
Dietro il paravento dei formalismi burocratici, la verità sulle puzze resta blindata nei cassetti.
 
1) La locandina-beffa che infiamma i social
L'ironia amara, si sa, è l'ultima arma rimasta ai cittadini esasperati.
In queste ore le chat dei residenti sono letteralmente infiammate da un finto avviso istituzionale che ricalca i cartelli della Protezione Civile: bollino rosso, megafono in vista e l'ordine perentorio di chiudere porte e finestre per evitare i fumi.
Si tratta di una provocazione visiva potente, che ha l'unico obiettivo di accendere i riflettori su un dramma quotidiano che la politica locale preferisce ignorare.
Ma se la locandina è finta, le esalazioni purtroppo sono vere.
 
2) I numeri della vergogna: solo sei segnalazioni
Il Segretario Regionale UGL, il dottor Vincenzo MARINO, aveva picchiato duro lo scorso già ad agosto, chiedendo formalmente al Comando di Polizia Locale il conto esatto delle segnalazioni pervenute tra maggio e luglio, oltre a quali accertamenti fossero stati fatti e se fossero già partite denunce alla Procura per il reato di "getto pericoloso di cose", punito dall'articolo 674 del Codice penale).
La risposta del Comando osimano, firmata dal Comandante facente funzioni Daniele BUSCARINI e dalla dirigente ad interim Mariarosaria GIORGIO, conferma i timori: le segnalazioni ufficiali arrivate direttamente alla Polizia Locale sono state appena sei. Un numero ridicolo se confrontato con il tam-tam quotidiano delle famiglie costrette a barricarsi in casa.
Quante delle proteste dei cittadini si sono perse nei meandri della burocrazia o non sono state formalizzate a dovere?
 
3) Controlli ambientali a caccia dei responsabili
La nota ufficiale della Polizia Locale assicura che sono stati «posti in essere controlli di Polizia Ambientale nelle zone segnalate e limitrofe» per individuare la sorgente dei cattivi odori e verificare l'eventuale abbandono di rifiuti.
Dunque gli agenti si sarebbero mossi sul territorio alla ricerca dell'origine di tali emissioni nocive. 
Fin qui la versione pubblica e rassicurante.
Ma le rassicurazioni finiscono subito, perché allo stato dell'arte non è dato sapere cosa sia emerso da questi pattugliamenti.
 
4) Il bavaglio del "Segreto istruttorio" sulle indagini
Ecco il colpo di scena burocratico.
Quando il sindacato Ugl va al nocciolo della questione e chiede se siano state inoltrate notizie di reato all'Autorità Giudiziaria, la Polizia Locale erige un muro insormontabile.
«Pur volendo aderire alla richiesta», scrivono BUSCARINI e GIORGIO, «per le attività di Polizia Giudiziaria vale il segreto istruttorio per cui non si può fornire nessun elemento informativo».
Tradotto per i cittadini: bocche cucite.
Il segreto investigativo diventa il paravento perfetto per non dare risposte immediate alla popolazione.
Ci sono dei denunciati? Ci sono aziende sotto la lente della Procura?
Il fascicolo è top secret, ma l'aria inquinata resta sotto il naso di tutti.
 
5) Il Sindaco GLORIO rimanga "Autorità sanitaria", non spettatore
La cortina fumogena del silenzio investigativo non fa che aumentare il senso di abbandono dei residenti di Padiglione.
Il sindacato UGL lo ha ricordato chiaramente nella sua istanza: l'articolo 50 del Tuel stabilisce che il Sindaco è la principale Autorità sanitaria locale.
Davanti a esalazioni sospette che minacciano la qualità della vita di una frazione intera, l'Amministrazione guidata da Michela GLORIO non può nascondersi dietro i formalismi della Polizia Giudiziaria o dietro i silenzi degli uffici.
I controlli ambientali non devono essere un mistero per pochi eletti: i cittadini hanno il diritto di sapere (e con essi anche l'anziano allontanato clamorosamente dall'assemblea pubbblica per aver posto domande scomode ad un Sindaco inalberato) chi sta avvelenando l'aria di Padiglione.

Si precisa che la locandina che spopola nelle chat di Padiglione: è farlocca, ma descrive la realtà meglio di qualsiasi comunicato ufficiale. L'ironia dei social anticipa le ordinanze che l'Amministrazione comunale si rifiuta di fare: barricatevi in casa.

 

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