13 ANNI DI CULLE VUOTE E AULE DESERTE: DAL 2013 OSIMO HA PERSO 500 ALUNNI MA NON LA CONVIVENZA FORZATA
Mentre la giunta Glorio si autocelebra inaugurando in pompa magna una pensilina del bus in via Aldo Moro, la scuola osimana affonda tra cantieri fantasma a Campocavallo e la storica coabitazione del Laeng giunta al ventunesimo anno consecutivo
Di Sandro Pangrazi
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13-set-2026
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4 min di lettura

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
di Sandro PANGRAZI
Suona stamattina, lunedì 14 settembre 2026, la prima campanella dell'anno scolastico per oltre tremila studenti osimani.
Ma mentre la politica locale si affanna a inaugurare l'avvio delle lezioni con i soliti sorrisi di circostanza, i numeri e la realtà dei fatti restituiscono la fotografia di una scuola osimana che perde pezzi, costretta a fare i conti con un calo demografico inesorabile e con promesse edilizie letteralmente perse nelle nebbie.
Nel dettaglio, ecco i 5 nodi cruciali che l'Amministrazione comunale tenta disperatamente di nascondere sotto il tappeto dei comunicati stampa.
Ma mentre la politica locale si affanna a inaugurare l'avvio delle lezioni con i soliti sorrisi di circostanza, i numeri e la realtà dei fatti restituiscono la fotografia di una scuola osimana che perde pezzi, costretta a fare i conti con un calo demografico inesorabile e con promesse edilizie letteralmente perse nelle nebbie.
Nel dettaglio, ecco i 5 nodi cruciali che l'Amministrazione comunale tenta disperatamente di nascondere sotto il tappeto dei comunicati stampa.
1. Il crollo delle nascite: persi oltre 500 studenti dal picco storico del 2013
I dati ufficiali per l'anno scolastico 2026/2027 non mentono: saranno 3.094 gli alunni a frequentare le scuole statali nel territorio di Osimo, con un'emorragia di 85 studenti in meno rispetto allo scorso anno (pari a un preoccupante -2,7%).
Il vero dramma si consuma nelle fasce d’età più giovani, termometro del futuro cittadino: la scuola dell'infanzia perde ben 49 bambini e la primaria ne perde 47.
Non si tratta di una fluttuazione passeggera, ma di un tracollo strutturale che dura da ben tredici anni consecutivi: basti pensare che nel 2013/2014, l'anno del picco massimo prima dell'inverno demografico, gli studenti dei tre Istituti Comprensivi osimani erano oltre 3.800, contro i 3.293 totali registrati oggi.
In tredici anni la nostra comunità scolastica ha visto letteralmente polverizzarsi oltre 500 iscritti, pari a una perdita superiore al 13% della popolazione studentesca.
Di fronte a questo svuotamento progressivo delle culle, la pezza giustificativa della sindaca Michela GLORIO («dovremo tenerne presente nella programmazione futura») suona come un’ammissione di colpa tardiva per la totale assenza di politiche di sostegno alle famiglie.
Il vero dramma si consuma nelle fasce d’età più giovani, termometro del futuro cittadino: la scuola dell'infanzia perde ben 49 bambini e la primaria ne perde 47.
Non si tratta di una fluttuazione passeggera, ma di un tracollo strutturale che dura da ben tredici anni consecutivi: basti pensare che nel 2013/2014, l'anno del picco massimo prima dell'inverno demografico, gli studenti dei tre Istituti Comprensivi osimani erano oltre 3.800, contro i 3.293 totali registrati oggi.
In tredici anni la nostra comunità scolastica ha visto letteralmente polverizzarsi oltre 500 iscritti, pari a una perdita superiore al 13% della popolazione studentesca.
Di fronte a questo svuotamento progressivo delle culle, la pezza giustificativa della sindaca Michela GLORIO («dovremo tenerne presente nella programmazione futura») suona come un’ammissione di colpa tardiva per la totale assenza di politiche di sostegno alle famiglie.

2. Il paradosso del Laeng: alla "Giulio Cesare" per il 21° anno consecutivo
Se la popolazione scolastica cala, come si spiega il caos logistico che regna nei plessi osimani?
La risposta sta nella coabitazione forzata dell'Istituto Superiore Laeng all'interno della scuola media Caio Giulio Cesare.
Quella che era stata sbandierata come una "soluzione d'emergenza temporanea" nell'ormai lontano 2005, inizia oggi ufficialmente il suo ventunesimo anno consecutivo di convivenza forzata.
Due decenni di rimpalli istituzionali tra Comune e Provincia sulla pelle di intere generazioni di studenti osimani, privati di aule e laboratori originari per far spazio a un eterno gioco delle tre carte immobiliare.
La risposta sta nella coabitazione forzata dell'Istituto Superiore Laeng all'interno della scuola media Caio Giulio Cesare.
Quella che era stata sbandierata come una "soluzione d'emergenza temporanea" nell'ormai lontano 2005, inizia oggi ufficialmente il suo ventunesimo anno consecutivo di convivenza forzata.
Due decenni di rimpalli istituzionali tra Comune e Provincia sulla pelle di intere generazioni di studenti osimani, privati di aule e laboratori originari per far spazio a un eterno gioco delle tre carte immobiliare.
3. Campocavallo fantasma: doveva essere pronta nel 2025, si viaggia a colpi di rattoppi
La prova regina del fallimento della "programmazione futura" è la vicenda annosa della nuova scuola primaria di Campocavallo.
Nel giugno 2023, la grancassa della sinistra osimana assicurava solennemente alla cittadinanza: «I lavori partiranno nel 2024 e la consegna dell'opera avverrà a giugno 2025».
Il 2025 è passato da un pezzo, siamo a fine 2026 e delle ruspe non c'è traccia, mentre l'appalto è rimasto bloccato nei rinvii burocratici dei Consigli di Quartiere.
Nel frattempo, per evitare che stamattina piovesse in testa ai bambini, il Comune è dovuto correre ai ripari inserendo in extremis un finanziamento d'urgenza per rifare le guaine del vecchio plesso dell'infanzia della frazione.
Altro che edilizia del futuro: qui si campa solo di toppe.
Nel giugno 2023, la grancassa della sinistra osimana assicurava solennemente alla cittadinanza: «I lavori partiranno nel 2024 e la consegna dell'opera avverrà a giugno 2025».
Il 2025 è passato da un pezzo, siamo a fine 2026 e delle ruspe non c'è traccia, mentre l'appalto è rimasto bloccato nei rinvii burocratici dei Consigli di Quartiere.
Nel frattempo, per evitare che stamattina piovesse in testa ai bambini, il Comune è dovuto correre ai ripari inserendo in extremis un finanziamento d'urgenza per rifare le guaine del vecchio plesso dell'infanzia della frazione.
Altro che edilizia del futuro: qui si campa solo di toppe.
4. Servizi a macchia di gambero: mense a due velocità per le famiglie
Accanto ai disagi logistici, anche i servizi assistenziali organizzati dalla Asso partono con il freno a mano tirato.
Se per la paritaria Muzio Gallo la mensa è attiva dal 1° settembre e da oggi toccherà alle medie e alle classi terze, quarte e quinte delle elementari, le famiglie dei bambini delle classi prime e seconde e delle scuole dell’infanzia statali dovranno attendere il 21 settembre.
Una ripartenza a due velocità che scarica l'intero onere organizzativo delle prime settimane unicamente sulle spalle dei genitori, costretti a improbabili equilibrismi lavorativi per coprire i buchi del servizio pubblico.
Se per la paritaria Muzio Gallo la mensa è attiva dal 1° settembre e da oggi toccherà alle medie e alle classi terze, quarte e quinte delle elementari, le famiglie dei bambini delle classi prime e seconde e delle scuole dell’infanzia statali dovranno attendere il 21 settembre.
Una ripartenza a due velocità che scarica l'intero onere organizzativo delle prime settimane unicamente sulle spalle dei genitori, costretti a improbabili equilibrismi lavorativi per coprire i buchi del servizio pubblico.
5. Fumo negli occhi: la pensilina di via Aldo Moro spacciata per l'opera del secolo
Per tentare di distogliere l'attenzione da aule contese, culle vuote e scuole fantasma, l’assessore alla Scuola Simonetta TIRRONI ha provato a sbandierare come un successo epocale l'attivazione della nuova fermata del trasporto pubblico in via Aldo Moro per gli studenti del Liceo Corridoni Campana.
Un intervento definito dalla stessa giunta «semplice», ma che arriva dopo anni di pericolose attese dei ragazzi sullo stretto marciapiede di via Vicarelli.
Che la normale messa in sicurezza di una pensilina dell'autobus debba essere celebrata come il traguardo amministrativo del secolo la dice lunga sugli standard a cui i cittadini osimani sono stati ormai abituati.
https://www.dottromaldini.com/
Un intervento definito dalla stessa giunta «semplice», ma che arriva dopo anni di pericolose attese dei ragazzi sullo stretto marciapiede di via Vicarelli.
Che la normale messa in sicurezza di una pensilina dell'autobus debba essere celebrata come il traguardo amministrativo del secolo la dice lunga sugli standard a cui i cittadini osimani sono stati ormai abituati.
Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)
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