venerdì, 18 settembre 2026

IL VIZIETTO DI PALAZZO: DOPO IL CASO BUSCARINI, IL COMUNE SBAGLIA ANCHE LE CARTE DI SAN GIUSEPPE

Al decreto di luglio, per l'incarico di vertice a Daniele BUSCARINI, nato fallato in estate e mai corretto, gli uffici comunali sommano un'altra perla scivolando ancora sulla burocrazia: l'Ordinanza per il Patrono impone i divieti ma ignora le riforme dello Stato citando leggi ormai cancellate: il ricorso al Presidente della Repubblica non esiste più da 7 mesi!

Di Sandro Pangrazi | 18-set-2026 4 min di lettura
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IL VIZIETTO DI PALAZZO: DOPO IL CASO BUSCARINI, IL COMUNE SBAGLIA ANCHE LE CARTE DI SAN GIUSEPPE
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C’è un Comune che corre verso il futuro tra modelli digitali, transizione informatica e grandi eventi, e poi c’è la realtà della macchina burocratica osimana che, a quanto pare, è rimasta intrappolata in una sorta di distorsione temporale. 
Nulla di gravissimo ma è di piccole cose che si muore, giorno dopo giorno.
L’ultimo esempio di questa "trasandatezza dei pubblici costumi amministrativi" arriva freschissimo di stampa, direttamente dall'atto più importante di metà settembre: l'ordinanza per la gestione delle Feste patronali per San Giuseppe da Copertino.
Parliamo dell’Ordinanza numero 41 del 15 settembre, un documento ufficiale firmato dal Sindaco Michela GLORIO per disciplinare la viabilità, i divieti e la sicurezza del centro storico in vista del teorico, tempo permettendo, grande afflusso di cittadini e pellegrini.
Un atto d'imperio che incide pesantemente sulla vita e sulla libertà di movimento degli osimani, ma che nei fatti è stato confezionato con la superficialità di un "copia e incolla" pigro e automatico.
 
La macchina del tempo burocratica
Leggendo le ultime righe del provvedimento firmato dal Primo cittadino, in calce si ritrova la solita e polverosa formula di rito: “Contro il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica…”.
Tutto normale? Nemmeno per sogno.
Quell'indicazione è a tutti gli effetti una falsa notizia istituzionale.
A seguito della recente riforma dello scorso febbraio (Decreto Legge 19/2026), la figura del Capo dello Stato è ufficialmente uscita di scena da beghe e ricorsi amministrativi, sostituita dal Presidente del Consiglio di Stato.
Una riforma epocale di cui si è discusso per mesi a livello nazionale. Ma a Palazzo Comunale, evidentemente, nessuno ha ritenuto necessario alzare il telefono, purtroppo neanche il Segretario Mariarosaria GIORGIO, chiamare l'ufficio informatico e far aggiornare i modelli predefiniti sui computer dei dipendenti.
 
Il precedente: il vizietto del copia e incolla sulle posizioni d'oro di Buscarini
Chi pensa ad una svista isolata, purtroppo, si sbaglia di grosso.
A Osimo la trasandatezza è ormai elevata a sistema, un vizio recidivo che si trascina dietro da mesi senza che nessuno muova un dito per rimediare.
Basta fare un passo indietro di appena due mesi per scovare lo stesso identico modo di procedere con cui gli uffici comunali hanno confezionato l'atto relativo al facente funzioni Daniele BUSCARINI.
Parliamo del Decreto per il conferimento dell'incarico di Elevata Qualificazione per lo svolgimento temporaneo delle funzioni di Comandante del Corpo di Polizia Locale sino al 31 dicembre prossimo.
Un provvedimento di vertice, delicatissimo per l'organigramma e per le tasche dei contribuenti, che incredibilmente è stato partorito riciclando il vecchio provvedimento di sei mesi prima, con il risultato grottesco di inserire date non corrette e completamente sballate in quanto scadute in partenza!
Un errore macroscopico, peraltro oggetto di segnalazione alla Corte dei Conti, che a distanza di più di sessanta giorni, giace ancora lì nei cassetti della trasparenza amministrativa, senza che nessuno si sia preso la briga di correggerlo o di pubblicare una rettifica.
Insomma, se persino un Decreto che assegna una "posizione elevata" a chi deve guidare il Corpo incaricato di far rispettare le regole... nasce fallato e con le date a casaccio nel cuore dell'estate, come possiamo sperare per in un rispetto della burocrazia una volta in autunno?
 
Una pubblica amministrazione sciatta
Il problema non è solo una dicitura tecnica o una data errata in calce a un foglio.
È il sintomo di un costume pubblico sciatto, dove l’atto amministrativo non viene più riletto, meditato o verificato da chi lo prepara e da chi lo firma.
Si prende il vecchio file dell'anno precedente, si cambiano le vie della festa, e si manda tutto alla firma.
E il Sindaco, fidandosi ciecamente della struttura (o non notando la svista), firma.
Per fortuna dei cittadini, la giurisprudenza protegge l'utente dall'ignoranza della burocrazia: l'errore del Comune viene considerato "scusabile" e non invalida il diritto di difesa.
Resta però il danno d'immagine e la fotografia nitida di un'amministrazione che predica la modernità ma razzola nel più polveroso passato.
La morale di questa doppietta di scivoloni è tanto semplice quanto preoccupante: a Osimo si corre a firmare gli atti ma ci si dimentica di rileggerli.
Se la trasparenza e il rigore amministrativo sono questi, c'è poco da stare sereni.
Il Sindaco GLORIO e la sua macchina comunale farebbero bene a fermarsi un attimo: prima di pretendere che i cittadini rispettino le regole della viabilità, imparino a scrivere i Decreti rispettando le leggi dello Stato.

 

Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812 
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)

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