RACCAPRICCIO STRADALE, TROVA MORTE TRA LE FIAMME MENTRE SVOLTA 56ENNE RUMENA CARBONIZZATA NELL’INCENDIO SEGUITO ALL’IMPATTO

Riconosciuta dall’ex marito la vittima in Nicoleta Enache, residente a Macerata. La donna, all’altezza dell’incrocio “Effetto luce” sull’Adriatica, era canalizzata nella corsia nord, alla guida di una vecchia Fiat Punto alimentata a metano, in procinto di svoltare a sinistra per Villa Musone. Il mezzo è così finito travolto dalla Polo condotta da un 19enne cingolano, neo patentato. Il ragazzo sopraggiungeva veloce da Osimo Stazione (o addirittura in fase di sorpasso nonostante la doppia linea continua) senza accorgersi dell’ostacolo. Impatto inevitabile e immediato propagarsi delle fiamme per una morte orribile, nonostante il tentativo del giovane di liberare la vittima
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di Sandro PANGRAZI
Ancora un mortale all’altezza del maledetto incrocio, zona “Effetto luce”, sulla Statale Adriatica tra Castelfidardo e Loreto.

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A perdere orribilmente la vita, ieri pomeriggio attorno le 14.30, intontita ma ancora viva, incastrata terribilmente al proprio posto di guida di una vecchia Fiat Punto color bianco attinta dalle fiamme, una donna rumena di 56 anni, residente a Macerata.

Nicoletta ENACHE, nata a Bucarest, ha perso la vita dopo un impatto frontale contro una Polo condotta da un 19enne neo patentato di Cingoli, la cui auto, proveniente in senso opposto e quindi da Osimo Stazione, ha improvvisamente invaso la doppia corsia opposta, destinata alla svolta a sinistra, verso Villa Musone.
La donna sposata e separata, nonché madre di una figlia nata da una precedente relazione e residente in Australia, stava sopraggiungendo da sud, quando si è correttamente allargata al centro della carreggiata per posizionarsi nella corsia centrale destinata alla svolta a sinistra.
Una manovra non particolarmente impegnativa ma che il giovane cingolano alla guida, pur provenendo frontalmente, non ha visto o considerato debitamente.

Dai primi rilievi operati dalla Polizia municipale fidardense sembra che la Volkswagen del 19enne viaggiasse ad andatura sostenuta, per intenderci ben oltre il limite dei 70/h “rallentati” previsti sulla Statale prima dell’incrocio.
Il tutto mentre in senso opposto la Fiat di Nicoleta ENACHE aveva già impegnato la terza corsia (di appannaggio esclusivo per l’altro senso di marcia) col giovane a tentare un sorpasso, tanto azzardato quanto vietato dalla doppia linea continua, ben indicata sull’asfalto.
E dire che senza nulla togliere alla estrema pericolosità dell’incrocio (da sempre teatro di macabri riti di sangue a cadenza almeno annuale), il tratto in questione figura debitamente segnalato, sia da sud che da nord, sia con cartellonistica che invita a rallentare per l’attraversamento di un tratto a traffico canalizzato che per la sicura presenza di telecamere e autovelox in ogni direzione di marcia.

L’impatto è così risultato inevitabile e ha sospinto entrambi i mezzi coinvolti sulla corsia nord, contro il guard-rail, innescando nella vecchia Fiat Punto alimentata a metano o Gpl uno scoppio o fiammata ulteriore, trasformando il teatro in un incendio furioso, con fiamme alte fino a cinque metri, che non hanno lasciato scampo alla poveretta rumena.
Quando i Vigili del Fuoco giunti dal distaccamento di San Sabino sono riusciti a domare le fiamme, per Nicoleta non c’era purtroppo nulla da fare, imprigionata sul posto di guida a causa dell’impatto e impossibilitata a scendere e mettersi in salvo nonostante l’avanzare del fuoco e il prodigarsi iniziale del giovane nel tentativo di liberarla dalla cintura di sicurezza e dal posto di guida. Senza riuscirci, costretto ad assistere impotente ad una morte terribile ed angosciante.

In serata, per riconoscere il corpo carbonizzato dell’ex moglie in quello di Nicoleta ENACHE, la Pm di Castelfidardo è risalita sino al proprietario dell’auto, ovvero al marito separato della donna, titolare di una officina meccanica nel Maceratese, a Villa Potenza.
L’identificazione con riconoscimento della donna è avvenuta presso la camera mortuaria dell’impresa funebre VIRGINI, a Castelfidardo, dove l’uomo, facendosi forza, ha confermato con difficoltà le spoglie della ex moglie con cui, da quanto affermato, intratteneva, nonostante la separazione, buoni e civili rapporti.

Da qui l’utilizzo dell’auto da parte di Nicoleta e anche l’installazione, fatta personalmente, dell’impianto alimentato a metano (o Gpl) che nell’impatto ha scatenato l’inferno.
Nessuna conseguenza particolare, se non tutta una serie di gravi incolpazioni penali (se la dinamica della traiettoria ipotizzata troverà riscontri ulteriori, per il giovanissimo cingolano alla guida; troppo veloce e troppo fuori dalle regole di un Codice stradale che pure, se non altro per freschezza dell’ottenimento della licenza di guida, avrebbe dovuto tenere a memoria.
Il funerale di Nicoleta ENACHE si terrà a Macerata soltanto lunedì prossimo, alle ore 10, presso la chiesa del Santissimo Sacramento, retta dai Padri Cappuccini, per consentire l’arrivo in Italia, dall’Australia, dell’unica figlia della poveretta.

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Per l’incrocio sulla Statale, pur determinando un traffico non eccessivo verso Villa Musone, resta invece l’interrogativo: continuare ad affidarsi al doppio autovelox (che garantisce al Comune di Castelfidardo ricche entrate a bilancio ma scarsa sicurezza, anche rispettando il Codice stradale) o invitare l’Anas ad ipotizzare la realizzazione di una rotatoria in grado di azzerare i mille rischi quotidiani?
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