NA OTA C’ERA L’ACQUA DE LU PUZZU, ADDE’ CI STA L’ACQUA DE PUTZU LO PD SE SVEJA DAL LUNGO SONNU E SCOPRE L’ACQUA CALLA DE PUTZU!

Annunciata dal Pd regionale una interrogazione, a firma degli Onorevoli Curti e Manzi, al Ministro della Salute Schillaci circa la vicenda de “La casa del Melograno” di Porto San Lupidio, culminata con l’arresto di una dipendente per maltrattamenti e mancanza di titoli ad operare. Peccato che di tutti i “peccati” possibili imputabili al Consigliere della Fiamma, la questione della casa di riposo sia di gran lunga quella politicamente meno rilevante, al limite del nulla
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In attesa che la politica e i partiti si accorgano di aver diviso per 5 lunghi anni (e di continuare virtualmente a dividere) i banchi dell’Assemblea regionale delle Marche con un collega, Andrea PUTZU, accusato pubblicamente (senza smentita e senza aver denunciato per diffamazione la collega Sandra AMURRI) di consumare cocaina, qualcuno si guarda intorno – leggi Pd regionale – e scopre l’acqua calda prodotta dal ricordato esponente di Fratelli di Italia.

Come dire che… dall’acqua del pozzo a quella di PUTZU… all’acqua calda… il percorso, se si vuole, è davvero troppo breve e facile da compiere!
Del resto il Consigliere Andrea PUTZU di vicende utili a farsi conoscere, financo a livello nazionale ed internazionale, in poche settimane sembra averne messe insieme assai più di quanto riuscì a combinarne Carlo in Francia, autore di imprese e vittoriose campagne militari ma anche protagonista di sin troppe opere private meno cavalleresche… come l’aver accumulato sei mogli, una ventina di figli e via dicendo!
PUTZU, nel suo piccolo, 1.200 anni dopo, parrebbe però aver troppo poco da invidiare al primo Re dei Franchi. Condannato in via definitiva per falso nel luglio 2018, il politico di Porto Sant’Elpidio dimenticò di farne cenno in sede di campagna elettorale 2020, auto sottoscrivendo, anzi, di non avere pendenze ostative circa le legge Severino.

Sentiremo a breve, si spera, il giudizio che vorranno dare all’operazione i 29 colleghi dell’Assemblea regionale (in attesa di essere convocati dal Presidente LATINI in via straordinaria prima del 27 settembre, ovvero in tempo rispetto al voto del 28 e 29 settembre) sempre che il Palazzo decida di andare a vedere le carte sino in fondo.
Nel frattempo PUTZU, evidentemente ancora troppo poco soddisfatto di se stesso e delle proprie imprese, ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona (chiamato ad esprimersi sulla richiesta di riabilitazione… da cosa? Dalla condanna 2018 ricevuta!) l’indispensabile cancellazione degli effetti penali, necessaria per la ricandidatura in corso 2025.
Peccato che PUTZU si presenti, di fronte ai colleghi (chiamati a giudicare) e di fronte agli elettori (chiamati a votare) da reo confesso non avendo, oltretutto, scontato (se non per il periodo luglio 2018-settembre 2020) i lunghi sei anni di stop previsti per i politici con fedina penale ombrata.

Fedina penale dove, per fortuna, non rientrano nessuno dei tre casi di droga – 2016, 2016 e 2021 – documentati dalla collega AMURRI con tanto di test anti droga ad urlare una tremenda e ad oggi inascoltata verità.
Tutto questo sino all’altro giorno, ad un altro terribile giorno per PUTZU e la sua famiglia – chiamata in causa per l’attività lavorativa di padre, madre, zio e fratello) – con l’arresto di una dipendente de “La casa del Melograno” di Porto Sant’Elpidio, messa ai domiciliari per i maltrattamenti inferti ad una anziana ospite della casa di “riposo” e per aver esercitato la professione in mancanza di titoli!
Cronaca nera di cui PUTZU è esente da responsabilità, nonostante il curriculum dell’interessato, pre politica, indicasse ed indichi un lungo trascorso apicale nell’impresa di famiglia… coincidente con gli stessi anni in cui la dipendente, arrestata dai Nas lo scorso 13 agosto, veniva assunta come lavorante.

Proprio di questo aspetto, largamente minore rispetto al curriculum appena esposto, si parlerà a Montecitorio su iniziativa dei parlamentari dem Augusto CURTI e Irene MANZI.
Questo il comunicato stampa appena diffusa dalla segreteria regionale del partito Democratico su un episodio di cronaca nera definito “vergognoso”:
“Il Partito Democratico delle Marche intende mantenere alta l’attenzione sull’incresciosa vicenda emersa a Porto Sant’Elpidio, che riguarda episodi di violenza e maltrattamenti subiti da anziani indifesi, affidati a strutture che avrebbero dovuto garantire cura e protezione.
I parlamentari marchigiani Pd Augusto CURTI (Ascoli Piceno) e Irene MANZI (Macerata) hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Salute Orazio SCHILLACI per fare piena luce su quanto accaduto. Sembrerebbe, infatti, che gli anziani, invece di essere assistiti, siano stati vittime di maltrattamenti da parte di personale privo persino dei requisiti professionali per svolgere quel ruolo.
Le responsabilità, ove accertate, non possono essere scaricate solo su una dipendente oggi ai domiciliari.
È necessario chiarire come sia stato possibile assumere personale senza titoli e quali siano state le complicità, le coperture e le negligenze che hanno reso possibile questo scenario vergognoso.
I documenti, inoltre, indicherebbero che Andrea PUTZU (FdI, candidato di ACQUAROLI) rivestiva un ruolo apicale nella struttura della sua famiglia negli stessi anni in cui veniva assunta la dipendente oggi sotto inchiesta.

Le testimonianze raccolte dalla giornalista Sandra Amurri restituiscono un quadro ancora più drammatico: anziani sistemati in sgabuzzini infestati dalle formiche, costretti a dormire su divani e privati delle loro stanze… mentre ai familiari venivano chieste rette di migliaia di euro.
Una realtà che dimostra come per alcuni l’assistenza sia stata ridotta a mero business, a discapito della dignità umana.
Il Pd Marche chiede chiarezza e rigore nell’accertamento di tutte le responsabilità politiche e gestionali.
È un dovere morale nei confronti degli anziani e dei marchigiani tutti.
Questa vicenda è una ferita gravissima per la nostra comunità.
Ciò che più turba… è che colpisce i più indifesi, i nostri anziani.
Chiediamo al Governo e alle Istituzioni di fare chiarezza fino in fondo e di garantire che episodi simili non si ripetano mai più.
La politica deve assumersi tutte le proprie responsabilità: noi continueremo a tenere alta l’attenzione su questa vicenda”.
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