MOBBING IN CASERMA SULLA VIGILESSA, SINDACO GLORIO NON RISPONDE INSABBIATO L’ITER DISCIPLINARE A CARICO DEL COMANDANTE BUSCARINI

L’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Osimo ha valutato nei tempi ed emesso provvedimento sull’esposto per bossing presentato dal sostituto Commissario Mersia Fenni (responsabile della segreteria del Comandante) in ordine ai supposti gravi fatti succedutisi in caserma fino allo scorso 17 agosto. L’esito del confronto tra lo stesso Buscarini e la commissione presieduta dal Dirigente Anna Tiberi – Buscarini “innocente” o “colpevole”? – non pubblicizzato alla città dalla Glorio, nonostante la gravità possibile dei fatti avvenuti, il ruolo e quindi la visibilità dei protagonisti. Per il Sindaco, inoltre, anche l’aggravante politica di aver avocato a se la delega sul Personale di cui i fatti in cronaca… per un simil utilizzo?
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di Sandro PANGRAZI
Caso disciplinare BUSCARINI: l’Assessore al Personale Michela GLORIO (nel caso con aggravante politica essendo anche Sindaco di Osimo)… a domanda non risponde!
Indisponibile a trattare l’argomento come se la politica, quando diventa scomoda, cessasse a comando di essere sublimata; dall’arte di governare a qualcosa di privato… da gestione della cosa pubblica a furberia di mercato… da trasparenza degli atti e dei comportamenti a piccola astuzia utile a coprire la propria inefficienza.

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Se BUSCARINI questa estate, anziché da Comandante, in caserma si è comportato o meno come un “boss” qualsiasi (da qui il termine inglese di “bossing”) nei confronti della propria sottoposta Mersia FENNI (responsabile del servizio di segreteria del Comandante) gli osimani non lo sapranno mai!

L’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Osimo, a cui il sostituto Commissario FENNI si è rivolto il 17 agosto scorso, ha concluso nei tempi dovuti, ovvero entro i 120 giorni messi a disposizione dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, l’accertamento dei casi posti in valutazione e identificabili dalla Commissione presieduta dalla Dirigente Anna TIBERI in atteggiamenti ostili e vessatori.
Una accusa di una certa gravità (oltretutto, se dimostrato realizzata, messa in atto da un soggetto maschio ai danni di un sottoposto femmina) di cui, però, gli osimani non conosceranno la conclusione dibattimentale, accertata dall’Upd grosso modo una decina di giorni or sono.

Va da se che, in caso di archiviazione da parte dell’ufficio procedimenti disciplinari (composto dal ricordato Presidente Anna TIBERI, anche dall’altro Dirigente del Comune di Osimo Manuela VECCHIETTI e dal dipendente Affari generali Davide SIMONETTI, oltre che dal Segretario Mariagrazia GIORGIO), Daniele BUSCARINI avrebbe posto in salvo l’onore… ma non anche lo scalpo di Comandante, a rischio di sicura morte il prossimo 31 dicembre… causa mancato gradimento da parte della stessa GLORIO, stavolta in vesti di Sindaco.
Ma gli osimani non lo sapranno mai.
Tantomeno sapranno, i poveri osimani, di un eventuale esito contrario e opposto; vale a dire del riconoscimento come valide, da parte dell’Upd, delle precise doglianze accumulate tra primavera ed estate dalla FENNI.
Sei le possibili gradazioni, in caso di accertata “colpevolezza”, a cui il Comandante BUSCARINI potrebbe essere incorso; tre fino ad una infrazione ritenuta lieve e altrettante per i casi più gravi come l’ipotesi lascerebbe pensare.
Questa la scala delle sanzioni previste per un dipendente pubblico colto in fallo:
1° RIMPROVERO VERBALE
2° LETTERA DI BIASIMO
3° MULTA SULLO STIPENDIO (fino a 4 ore di retribuzione)
4° SOSPENSIONE DAL SERVIZIO E DALLA RETRIBUZIONE (da dieci giorni fino al massimo di sei mesi)
5° PREAVVISO DI LICENZIAMENTO per giustificato grave motivo
6° LICENZIAMENTO IN TRONCO per condotte gravissime che non consentono la prosecuzione del lavoro nemmeno in via provvisoria
Insomma non parrebbe davvero roba su cui scherzare troppo, soprattutto in considerazione dell’argomento a giudizio (mobbing), il ruolo di tutori della legge di entrambi i protagonisti, le circostanze dei fatti (eventualmente prodotti e consumati nella caserma di via Molino Mensa) e, non ultimo, la “visibilità” che la divisa (anche se con stellette provvisorie apposte da BUSCARINI in assenza di merito) per fortuna pretenderebbe; in barba al pensiero avverso dell’Assessore al Personale (delega strategica avocata a se dalla GLORIO), nonchè Sindaco.

Insomma, caro Sindaco, a differenza della Giunta (interpellata e in larga parte indifferente totalmente all’esito della questione) gli osimani vorrebbero sapere. Possibilmente per filo e per segno.
A maggior ragione quando in ballo c’è l’onorabilità e il prestigio di chi, ogni giorno, dovrebbe contribuire ad insegnare regole di comportamento ai cittadini.
Al riguardo, a tutela della società e della gente comune che manda avanti, ogni giorno, la cosa pubblica… cosa raccomanda la stessa Agenzia per la protezione dei dati personali, attraverso il proprio Garante?
Richiamata ad arte dalla Giunta GLORIO, come un paravento su cui scaricare la propria omertà, la stessa agenzia ha abbondantemente chiarito (vedi nota del 28 marzo 2000) che “NON C’E’ PRIVACY SULLE SANZIONI DISCIPLINARI”.
Anzi, nella fattispecie, stando alla norma, il Gpdp, invita il Comune di Osimo a pubblicare il provvedimento, per estratto, sul proprio bollettino “5 TORRI” giudicando la pubblicità del provvedimento disciplinare un atto banalmente doveroso verso i cittadini!

A meno che, ci vien da dedurre, la mancata comunicazione dell’esito (in particolare se negativo) non sia funzionale ad un più facile allocamento dello stesso BUSCARINI presso altra Amministrazione, ad esempio Castelfidardo, ipotesi “salva capra e cavoli” di cui parleremo meglio, però, avvicinandoci a Natale.
Chi invece non dovrebbe attendere le varie mosse politiche, che da mesi ruotano attorno all’affaire Comandante BUSCARINI, potrebbe e dovrebbe essere la diretta interessata Mersia FENDI.

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La sostituta Commissaria, rimasta alla finestra nei mesi successivi alla presentazione della lista degli avvenimenti subiti, potrebbe passare all’attacco vero e proprio attraverso l’accesso agli atti del procedimento.
In particolare se il provvedimento emesso dalla TIBERI dovesse, per davvero, raffigurare nero su bianco responsabilità disciplinari, grandi o piccole, a carico di BUSCARINI.
Nel caso, non ce la sentiremmo di escludere che la documentazione possa traslocare, tale e quale, sotto forma di esposto, sul tavolo di qualche Pm, al giudizio della Procura, per una valutazione penale su quanto accaduto in Caserma.
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