L’ELISIR D’AMORE TRUFFA ANCHE NEL ‘19, LA LOVE STORY COSTA 3.000€ FILOTTRANESE 59ENNE BONIFICA AMANTE ON LINE, VIRTUALE E FARLOCCO

Condannato a otto mesi il mantovano Alberto Calcina, 67 anni, venditore di aspirapolveri, nonchè provetto Rodoldo Valentino della Rete. Sulla app per adulti Lovely aveva abbordato la vittima di turno, corteggiando una quasi coetanea di Filottrano per mesi, fino a farsi prestare dalla donna la somma necessaria per separarsi dalla moglie. Scomparso appena ottenuto il denaro, l’uomo è ricomparso su Fb mostrando una nuova “fiamma”, scatenando così l’orgoglio femminile e lo spirito di rivincita della vittima
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di Sandro PANGRAZI
L’unica verità lui l’aveva spesa per rivelare, alla sua nuova fiamma filottranese, di essere un 67enne venditore di elettrodomestici; in particolare aspirapolveri, da tentare di piazzare porta a porta ad Asola (Comune di residenza) e nel Mantovano.

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Oppure effettuare un bonifico bancario all’associato Iban di Sandro PANGRAZI IT79J 3608 1051 3823 3809 4338 12
Lei, però, 59enne, sola e in cerca di amore, ad una nuova vita da “imprenditrice”, magari a fianco con un uomo tutto amare, ci aveva realmente creduto fino al punto di prestare all’uomo tempo (diversi mesi di coccole virtuali su whatsapp) e soprattutto soldi.
Almeno i soldi necessari al lumbard Alberto CALCINA, un passato da truffatore seriale, per affrontare le prime spese (circa 3.000 euro), ovvero il minimo indispensabile per avviare l’indispensabile pratica di separazione dalla moglie e regolarizzare il rapporto con la filottranese.

Insomma il venditore di aspirapolveri raccontava di voler fare le cose perbene, di volersi rifare una vita con una donna in grado di comprenderlo e amarlo e di non credere ai propri occhi dinanzi a tanta fortuna di averla casualmente incontrata… peccato che il conto in banca versasse in rosso e che tanta passione reciproca dovesse pazientare ben oltre i 365 chilometri di distanza tra Filottrano e Asola.
Galeotta, a maggio 2018 e fino a febbraio 2019, fu l’app per incontri tra adulti “Lovely” dove entrambi si erano iscritti: lei, ingenua, per trovare l’amore e scappare da Filottrano e lui per “spennare” disorientate donzelle che, incredibile ma vero, parrebbero continuare ad esistere anche nel terzo millennio.
“Verrai a vivere con me e ti cambierò la vita…” – prometteva lui chattando ogni giorno la stessa profferta di amore e di lavoro.
Lei, da par suo, stentava a credere alle proprie orecchie. In 59 anni, stanca della vita di paese e dei modi terra-terra dei propri coetanei (nessuno si era mai offerto ai suoi occhi con un ardore paragonabile) quell’applicazione telefonica, suggerita per caso da qualche amica, stava producendo effetti miracolosi nella vita della donna, tali e quali ad un elisir d’amore degno (ma era il 1832) del dottor Dulcamara.
“E’ questo l’odontalgico
mirabile liquore
dei topi e delle cimici
potente distruttore.
I cui certificati
autentici, bollati,
toccar, vedere e leggere
a ciaschedun faro’.
Per questo mio specifico
simpatico, prolifico,
un uom settuagenario
e valetudinario,
nonno di dieci bamboli
ancora divento’,
di dieci o venti bamboli
fin nonno divento’.
Per questo “tocca e sana”
in breve settimana
piu’ d’un’afflitta vedova
di piangere cesso’…”.
Solo che invece delle tre lire richieste dal ciarlatano di strada immortalato da Donizetti, la donna bonificò i 3.000 euro richiesti ottenendo in cambio la fuga a gambe levate dell’amato Alberto.
La donna, prima delusa e quindi amareggiata, probabilmente avrebbe incassato la fregatura se il promesso sposo, a distanza di un paio di settimane dalla somma richiesta e ricevuta, non avesse osato l’impossibile postando sulla propria pagina Facebook, a marzo 2019, una nuova immagine di se stesso a cingere d’amore una nuova fiamma, affermando nero su bianco: “Ho scelto il mio nuovo amore. Sarà l’unico. La amo tantissimo…”.
Mai stravincere su una donna, specie se prima ferita e quindi tradita.

E Alberto CALCINA, visto l’hobby dell’amore trasformato in seconda professione, ben avrebbe dovuto saperlo.
Prendendosi beffe dell’amor marchigiano sedotto e abbandonato, il mantovano ha così scatenato l’io femminile di vendetta della filottranese che a sentirsi truffata poteva ancora starci… ma non certo anche cornuta dopo essere stata appena mazziata.

Da qui lo spirito di vendetta e rivalsa di genere che ha rianimato la 59enne, decisa a prendersi la rivincita affidandosi ai consigli dello studio legale di Giulietta GIULIONI, ex Sindaco di Filottrano.
Scaduto il tempo ragionevole per la restituzione della somma, la 59enne è così stata accompagnata in caserma dall’avvocatessa per piangere calde lagrime e soprattutto denunciare ai Carabinieri l’intero accaduto… vicenda mosso con ogni probabilità, come altre simili, secondo un progetto premeditato da CALCINA.
La vittima del raggiro ha così ammesso di essere stata presa in giro e di essere caduta tutta intera, con poco onore femminile, nel racconto farlocco dello spasimante scomparso.

CALCINA, nel frattempo, raggiunto da una informativa dei militari, aveva speso altre promesse e preso tempo, assicurando che avrebbe fatto fronte alla restituzione. Ma inutilmente.
Da qui il via libero definitivo alla querela che ieri è andata a giudizio, in Tribunale ad Ancona, nella causa presieduta dal giudice Alessandra ALESSANDRONI.
La truffa romantica si è così risolta come inevitabile, ovvero con la condanna di Alberto CALCINA (non presente in aula e difeso d’ufficio dall’avvocato Isabella MUNAFO’) a otto mesi di reclusione; inoltre la mancata love story costerà al venditore di aspirapolveri anche una provvisionale pari ai 3.000 euro percepiti.

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Se poi l’avvocatessa GIULIONI dovesse essere, oltre che brava, anche fortunata, non è detto che la povera filottranese non possa uscire dal processo con qualche insperato soldino in tasca; di certo immune a nuovi, facili, amori.
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