FALSI GREEN PASS, PER L’AGENTE ANTICRIMINE PATTEGGIO A 18 MESI VACCINI, IL VICE ISPETTORE LEONARDO DELLA MORA A RISCHIO DIVISA?

Conclusa in fase dibattimentale la vicenda delle mancate somministrazioni del siero anti Covid, ideata dall’infermiere Emanuele Luchetti. Un anno e mezzo a testa ai due poliziotti sotto indagine; il doppio (da scontarsi in lavori di pubblica utilità) all’ideatore del sistema bluff, costato l’inchiesta, complessivamente, a 77 persone
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In teoria rischia la divisa. Almeno così sarebbe stato una volta non lontana.
In pratica, però, la condanna ad un anno e mezzo (pena accordata dal Gup Alberto PALLUCCHINI, in sede di patteggiamento, su richiesta del poliziotto lauretano Leonardo DELLA MORA, 51 anni) potrebbe non generare altre noie per la carriera dell’ex agente del Commissariato osimano.

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Sta di fatto che si è chiusa così, in sede di udienza preliminare, tra qualche rara assoluzione e una sfilza di patteggiamenti, la vicenda dei falsi green pass che tra il 17 novembre 2021 e l’8 gennaio 2022 mandarono sotto inchiesta della Squadra Mobile l’infermiere anconetano Emanuele LUCHETTI ed altre 76 persone, per lo più gravitanti – come DELLA MORA – nel Maceratese.

Tre anni per peculato, convertiti in lavori di pubblica utilità, all’infermiere infedele (operativo al centro “Paolinelli” della Baraccola) che somministrava i vaccini bluff gettandoli nella spazzatura (pur rilasciando i green pass).
Tra i due anni e i sedici mesi (tramutati in lavori di pubblica utilità o pena sospesa) ai mediatori che hanno procurato la clientela a LUCHETTI incorrendo in reati tra la corruzione e il falso ideologico: gli avvocati Gabriele GALEAZZI e Gian Luigi BOSCHI, il ristoratore Daniele MECOZZI e la veterinaria Maria Francesca LATTANZI.
Un anno e mezzo a testa, invece, ai due poliziotti implicati (all’epoca in forza al Commissariato di Civitanova Marche) e che, al pari degli altri “clienti”, avrebbero pagato a LUCHETTI circa 300 euro per sottoporsi alla sceneggiata.
Trattasi di Alessandro ROMAGNOLI di Tolentino (attualmente in pensione e senza più remore circa il futuro in Polizia) e del “nostro” Leonardo DELLA MORA, fino al 2020 agente dell’Anticrimine osimano.
Tutto iniziò con l’obbligo vaccinale, emanato dal Governo CONTE, il 15 dicembre 2021 e con l’intuito del ristoratore civitanovese Daniele MECOZZI di inventarsi un redditizio aggiuntivo con un secondo lavoro da intermediario tra chi era sensibile a farsi corrompere (l’infermiere che ricavo circa 20.000 euro dai traffici) e chi era disposto a pagare pur di non farsi iniettare il vaccino ma muoversi ugualmente, senza restrizioni, esibendo un lasciapassare farlocco, ovvero il green pass attestante il falso.

Per cercare di sviare eventuali intercettazioni, MECOZZI aveva consigliato la clientela a muoversi in gergo, utilizzare un codice legato alla ristorazione, così ascoltato in diretta dalla Squadra Mobile e acquisito agli atti.
“Su sta cena lì, nell’eventualità, ce se può aggiungere delle altre persone? Oppure no?” – chiedevano i due vice Ispettori di Polizia a MECOZZI.
E quest’ultimo: “Si, li posti ce sta”.
Ed ancora i poliziotti: “Adesso come funziona il ristorante tuo? Bisogna fare una prenotazione on line?”.
MECOZZI: “No no, basta che vieni su… (ad Ancona, NdR.) e lo accompagni. Vieni su insieme a lui, tutti e due”.
Di nuovo uno degli agenti: “Faccio la prenotazione per tutti e due i tavoli, perchè io sarei obbligato a fare la prenotazione entro sabato (11 dicembre, NdR.) Capito?”.
Chiara, per gli investigatori, indicando la data, il riferimento all’allora prossimo obbligo vaccinale prossimo ad entrare in vigore a partire da mercoledì 15 dicembre 2021.
E a falsa vaccinazione avvenuta – nel caso dei poliziotti – altre intercettazioni a go go.
Ascoltate questa, di giovedì 23 dicembre 2021: “Senti, ti ho lasciato una lettera lì alla reception (hotel Casablanca, NdR.)”.
Peccato che l’utenza telefonica di MECOZZI fosse da tempo sotto controllo, senza che né ROMAGNOLI che DELLA MORA sospettassero nulla.
Tanto che non mancavano le sottolineature scherzose, quasi amicali, del ristoratore all’agente: “Ma tu hai rotto le scatole con queste lettere d’amore!”.
In realtà non erano “lettere d’amore” ma banali buste contenente soldi in contanti, in genere dai 300 ai 400 euro a mancato vaccino.

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La somma ottenuta poi, veniva depurata della percentuale pattuita per l’intermediazione (in genere 100 euro a cliente) e il resto girato in tasca all’infermiere, sempre tramite busta, da consegnarsi in qualche affollato centro commerciale della Baraccola; in genere al Mc Donald e/o al Globo, al Mirum o anche direttamente al centro” Paolinelli”.
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