OTTO E TRE = UNDICI! SBARAGLIATI DAL NORM I SOLITI LADRI ALBANESI MADE IN ALBANIA IL 100% DEI FURTI IN APPARTAMENTO DI FINE ANNO

Manette a San Rocchetto per un trio dedito a ruberie in abitazione. In meno di due mesi i Carabinieri hanno così messo fuori gioco ben tre bande di pendolari d’oltre Adriatico, tutte dedite alla razzia pomeridiana in appartamento. Il puntuale e prezioso lavoro di prevenzione e repressione, messo in atto dagli uomini del Luogotenente Esposto, ha permesso alla città di limitare al minimo i danni, confermandosi baluardo efficace contro i reati predatori
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di Sandro PANGRAZI
In attesa del processo di appello (contro una condanna a 4 anni, 4 mesi e 40 giorni rimediata un anno e mezzo fa dal Tribunale di Roma per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti) aveva pensato di ammazzare il tempo inventandosi ladruncolo di serie C, per quanto intenzionato a salire presto di livello.

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Per avviare questa nuova attività Dik TAFA, 28 anni, albanese residente a Frosinone, si era affidato all’istinto – ovvero depredare il ricco e tranquillo territorio tra la Val Musone e la Vallesina – e ai servizi offerti on line da booking nel reperire, sin da domenica 7 dicembre, una tranquilla sistemazione in un B&B nella campagna di San Rocchetto, presso il Cònero apartment di via Morandi.
Un luogo effettivamente tranquillo e insospettabile anche se preso in affitto da tre giovani albanesi, senza donne e/o bambini al seguito.
A seguire il 28enne Dik TAFA in questa avventura anche due connazionali, già in Italia pur senza fissa dimora, con molto a tempo a disposizione non avendo alcunchè da fare in Italia: trattasi del cugino minore Artur TAFA 23 anni e del coetaneo Bledi CERA a completare la combriccola creata per l’occasione.
Dik TAFA, però, nello scegliere l’Osimano come epicentro dei suoi nuovi, loschi traffici, non sapeva che il territorio prescelto, per quanto ricco e tranquillo, costituisce da sempre tutt’altro che una preda facile per principianti.
Tantomeno informati dei recenti precedenti, erano i suoi colleghi che, pur albanesi, non avevano preso nota dell’arresto in flagrante, nelle ultime settimane, da parte degli uomini del Luogotenente del Norm Giuseppe ESPOSTO, di un doppio poker di connazionali oltre adriatici, dediti al furto in abitazione.

Insomma dilettanti o poco più. Dilettanti che, comunque, pur concentrate in pochi giorni di lavoro, hanno creato diverse turbative a quanti, nel rientrare a casa, han dovuto prendere atto della spiacevolissima sensazione della propria vita, più che delle poche cose, sottratta, a nudo, violata.
Era accaduto a Loreto e poi a Filottrano e infine anche ad Osimo, almeno in un paio di abitazioni, a San Sabino e nei pressi di via Ungheria.
Identiche modalità e orario di esecuzione dei colpi, con i tre albanesi ad entrare in azione sul calar delle prime ombre del pomeriggio, favoriti dall’assenza in casa del proprietario.
Per spostarsi da e per la base di San Rocchetto, gli extracomunitari si erano premuniti con un’auto presa a noleggio e anche di un paio di targhe clonate, in grado di sviare, almeno momentaneamente, gli effetti delle telecamere intelligenti in grado di monitorare e tener memoria delle auto in entrata e uscita da un territorio.
Per entrare in casa, poi, anche negli appartamenti meglio custoditi, non mancava nell’armamentario degli albanesi anche una bella e pesante mazza, tronchesi, cacciaviti e quanto serve a “convincere” una finestra riottosa ad aprirsi dall’esterno.
Quanto basta e avanza per mettere in allarme i Carabinieri del Norm cittadino, consapevoli di aver a che fare, sotto Natale, con il lavoro straordinario di troppa gente dedita al furto.
Messi a confronti i dati provenienti a dicembre dalla provincia e da quella confinante maceratese, i militari hanno stretto progressivamente il cerchio attorno alla presenza a San Rocchetto di questi tre albanesi, senza titolo a Castelfidardo.
E’ bastato avviare un monitoraggio discreto di cosa facessero, tutto il giorno, nel tranquillo e signorile appartamento preso in affitto, guarda caso, per 15 giorni e sino alla data del 21 dicembre se… la sera prima il terzetto non fosse stato messo alla prova della resa dei conti da un piccolo esercito di 22 Carabinieri!
I militari del Norm, coadiuvati dai colleghi di Castelfidardo e per l’occasione persino da un agguerritissimo e folto “squadrone” di Carabinieri del Sio (Squadra intervento operativo del 4° battaglione normalmente di stanza a Mestre), si sono messi alle calcagna dei malviventi, monitorandone per una cinquantina di chilometri gli spostamenti in auto: da San Rocchetto sino a Castelbellino, per poi virare su Cupramontana e Chiaravalle prima di far ritorno alla base.
Qui i due TAFA e il compare CERA non hanno avuto neanche il tempo per scendere dall’auto che si sono visti accerchiare da una selva di uomini in divisa e mimetica, ognuno incuriosito di sbirciare all’interno degli ampi borsoni trasportati e – già che c’erano – all’interno dell’abitazione.
La conferma di aver colto nel segno ha così trovato ampia conferma con un ricco bottino rintracciato tra auto ed appartamento: un centinaio gli oggetti rinvenuti, tra cui ben 23 orologi (alcuni anche di un certo pregio), vari monili in oro e una piccola somma di 600 euro in contanti.
Non moltissimo (in quanto si ritiene che i tre albanesi abbiano purtroppo avuto il tempo di commercializzare il meglio degli oggetti di valore) ma quanto è bastato e avanzato ai Carabinieri per sostenere dinanzi al giudice la doppia accusa di furto e riciclaggio.

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L’udienza di convalida, ieri mattina in Tribunale ad Ancona, ha così confermato le manette per Dik TAFA, Artur TAFA e Bleri CERA, con i tre ritenuti dal giudice meritevoli, anziché tornarsene a Frosinone e/o in giro per l’Italia a delinquere, di trascorrere in cella almeno le festività natalizie e fine anno.
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