CARNEVALE ALL'INSAPUTA DI TUTTI E SAN VALENTINO LUMINOSO: 14.000€ DI EVENTI INVISIBILI
Il Sindaco rompe il silenzio dopo 53 giorni e difende la suddivisione della spesa tra palazzetto e centro deserto. Ma dal "guru" Scarponi arriva la ricetta del buonsenso: con meno della metà del budget avremmo avuto 10.000 Baci Perugina, cartigli in dialetto, solidarietà per il Filo d’Oro e un ritorno d’immagine garantito dai selfie di Severini, oltre ad una eco regionale garantita


1. Carnevale a orologeria: la risposta del Sindaco dopo 53 giorni
Un Carnevale per pochi, in compenso pagato da tutti.
È questo il sapore amaro che lascia il bilancio delle "celebrazioni" osimane del 2026, celebrazioni carnevalesche di cui prendiamo atto essere avvenute a distanza di 53 giorni!
Tutto nasce dalla suddivisione delle spese: non 14.000 per il Cuore di San Valentino ma 4.000 + 10.000 (che comunque fa sempre 14.000) investiti in un evento, quello di martedì 17 febbraio, che si sarebbe consumato in tre ore, all'insaputa di tutti. O quasi.
Così chiarisce il Sindaco a distanza di 5 mesi dall'ultima, inutile, presa di posizione (sul caso disciplinare del Comandante BUSCARINI): "Mi dispiace ma questa volta OSIMO OGGI si è sbagliata. Non so se non avete letto bene la delibera o se vi hanno imbeccato male... ma il Cuore è costato 4.000€.
Il resto (10.000€) è budget per l'organizzazione del Carnevale, primo Carnevale organizzato direttamente dal Comune di Osimo. OSIMO OGGI non può sbagliare".
2. Il "Cuore" in piazza e la festa "esiliata" al PalaBaldinelli
Prendiamo dunque atto della precisazione: il "Cuore luminoso" abbandonato in piazza Boccolino — che la città aveva frettolosamente archiviato come un residuo di San Valentino per innamorati — sarebbe in realtà, in delibera, un simbolo del Carnevale, costato pur sempre 4.000 euro dei 14.000€ investiti.
Una scelta politica rivendicata con orgoglio (?) di cui però sembrano essersi accorte solo le casse comunali: mentre il freddo manufatto restava a presidiare il centro deserto, la festa vera e propria veniva "sequestrata" lontano, dentro le confortevoli ma distanti mura del PalaBaldinelli.
Questione di scelte e di sapersi districare tra le varie possibilità a disposizione.

Una bella ragazza "baciante" e un boys in smoking ad offrire Baci perugina e baci veri ai passanti...
3. La ricetta del Guru: 10.000 Baci (e un selfie a costo zero)
Oggi esistono svariati modi, decisamente più produttivi, a proposito del Cuore, di spendere quei 4.000 euro pubblici.
Con la stessa cifra, ad esempio, la Nestlé sarebbe stata in grado di far arrivare ad Osimo una fornitura di ben 10.000 dei famosi Baci Perugina.
L'idea per la cronaca, ci arriva direttamente dal "guru" Antonio SCARPONI, da oggi nominato neo Assessore al Turismo ad honorem: distribuire per San Valentino dolcetti alla nocciola con un "doppio bacio" personalizzato: quello del cioccolatino e quello di un paio di belle ragazze in costume (e altrettanto al maschile) ad accompagnare il gesto di amore.
Il tutto magari immortalato da un selfie d'autore firmato dal fotografo ufficiale del Comune Bruno SEVERINI, peraltro già a libro paga e quindi a costo quasi zero.

4. Solidarietà e dialetto: il colpo di genio nei cartigli
Ma c’è di più: con una fornitura di tale portata, la Nestlé avrebbe certamente legato il marchio all'iniziativa, regalando un ulteriore migliaio di Baci da destinare agli ospiti e agli operatori della Lega del Filo d'Oro, trasformando così una spesa di facciata in un grande gesto di solidarietà cittadina.
Un’operazione che, con un colpo di genio, avrebbe ulteriormente fatto parlare di sé e di Osimo in giro per la regione.
Come? Personalizzando i cartigli del celebre incarto, dando spazio alla nostra saggezza popolare in tema amoroso: “L’amore è comm’el cetriolo: comincia dolce e finisce amaro”, “Amore de zita, acqua de carnale” o “Me se’ entrata ’ntel core” e via dicendo… ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta: per un modico sovrapprezzo di 2.500 euro.
5. Buonsenso cercasi: tra risparmio e lo spettro del Pop Japan
Un'operazione identitaria e virale per un budget che avrebbe inciso nelle tasche degli osimani, a conti fatti, per soli 6.500 euro, mescolando gioia a solidarietà; permettendo persino di risparmiare i restanti 7.500 euro in previsione del San Valentino 2027!
Un'oculatezza che appare doverosa, specialmente oggi, con davanti lo spettro del recente flop da -80.000 euro del "Pop Japan" che pesa assai nella mente e nelle tasche dei cittadini.
Organizzare direttamente dovrebbe significare saper scegliere tra uno spreco inutile di mera facciata e l'investimento intelligente che si ripaga e restituisce immagine; senza l'obbligo di spendere per forza in caso (e l'Amministrazione GLORIO conferma) di momentanea mancanza di idee da mettere in campo.
Detto più chiaramente: meno sogni orientali in perdita e meno ferraglia costosa in piazza.
La ricetta del "neo Assessore" SCARPONI è più semplice e più dolce, utile soprattutto a distinguersi: il bacio del buonsenso.
P.S. Per la cronaca, la cifra effettivamente deliberata, al centesimo è stata di 14.493,6€.
Curiosa la motivazione: favorire sul territorio attività e manifestazioni culturali, turistiche e ricreative che valorizzino la Città al fine di ampliare l’offerta turistica.
Obiettivo mancato.

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