VIETATO IL VESSILLO PRO PAL, OUT PURE IL TRICOLORE NON DISPIEGATO! CAUSA FINESTRONE TERREMOTATO BANDIERE VENGONO ESPOSTE LEGATE

Il Dpr Ciampi, nel vietare l’innalzo di bandiere straniere (salvo i casi in cui è prevista deroga), regolamenta anche il corretto utilizzo della bandiera nazionale ed europea che debbono garrire al vento una volta correttamente dispiegate sull’asta. Ad Osimo invece, non essendo agibile l’accesso ai pennoni dalla finestrata puntellata per gli effetti del terremoto, è obbligatorio ricorrere al cestello elevatore e sopportarne i costi. Da qui la scelta, fuorilegge, di tenere il Tricolore e quella Blu a 12 stelle, costantemente sui pennoni… ma legate! Si torni alla legalità posizionando i vessilli solo nei 10 giorni l’anno in cui l’esposizione è prevista per legge
*********************************
Buon compleanno OSIMO OGGI! Soffiamo oggi sulle nostre prime 27 candeline!
Potrà sembrare ripetitivo ma davvero il futuro di OSIMO OGGI sembra legato al filo del buon cuore di quanti ci leggono e seguono con passione fin dal 4 settembre 1998.
Differenza fondamentale: all’epoca OSIMO OGGI aveva un piccolo prezzo di copertina (2.000 lire) da pagare in edicola… oggi le edicole hanno cambiato mestiere per dare spazio al tutto subito e gratis.
Tutto subito non abbiamo difficoltà a regalarlo, ogni giorno, agli osimani e ai nuovi lettori dei dintorni che la Rete ci assicura per fortuna… sul gratis vedete voi… ognuno con la proprie possibilità e desiderio di preservare ad Osimo una delle sempre più rare fonte libere informative in circolazione.
Fin quando sarà opportuno; fino a quando sarà possibile.
Grazie!
ATTENZIONE CARTA RINNOVATA!

Puoi effettuare una ricarica al numero PostePay 5333 1750 9752 6856 (intestato al Direttore Sandro PANGRAZI)
Oppure effettuare un bonifico bancario all’associato Iban di Sandro PANGRAZI IT79J 3608 1051 3823 3809 4338 12
Oppure anche effettuare un invio P2P (senza costi aggiuntivi) associando il numero della Redazione 393.33.09.366 – nominalmente Sandro PANGRAZI – al vostro elenco personale di contatti Whatsapp!
Ovviamente sempre e solo GRATIS!
In questo caso potrete ricevere in tempo reale sul vostro cellulare, chiedendolo in Redazione, copia dell’ultima notizia appena pubblicata da OSIMO OGGI, senza andarla a ricercare sul sito.
INTANTO GRAZIE! Ve lo chiederemo tutti i giorni perché tutti i giorni il quotidiano della nostra città necessita di uscire nell’edicola virtuale della vostra casa.
Grazie!
***************
di Sandro PANGRAZI
La finestra terremotata e le bandiere – italiane e d’Europa – da rimuovere in quanto legate!
La brutta storia del vessillo Pro Pal (prima posizionato illegalmente e quindi rimosso, a tempo di record, mercoledì mattina, dopo l’intervento del Prefetto VALIANTE sulla GLORIO) ha messo a nudo tutta una vicenda osimana, legata al corretto utilizzo degli stendardi, nemmeno immaginata dal 99.99% degli osimani.

Partiamo dall’antefatto, pure questo non a conoscenza della totalità dei cittadini, di un paio di finestre o tre di Palazzo comunale, inagibili da tempo causa terremoto e per questo puntellate, al proprio interno, per evitare rischi maggiori.
Tra le finestre impraticabili, purtroppo, proprio quella centrale, al primo piano, che si spalanca su piazza del Comune ospitando ai lati due pennoni per il posizionamento della bandiera italiana e europea; così è possibile vedere.

Quindi bandiere – non essendo consigliabile l’utilizzo degli infissi – alloggiate ai pennoni attraverso l’accesso aereo esterno di un cestello elevatore (esattamente come accaduto mercoledì per la bandiera Palestinese) e relativi costi.
Non più un lavoro a costo zero, da affidare magari ad un dipendente comunale maneggione, pratico di alzabandiera, ma un lavoro vero e proprio e anche precisi doppi costi di intervento, sia per posizionare che rimuovere le bandiere.
Costi, oltretutto, neanche troppo piccoli; da riconoscere, in questo caso, all’impresa Air nolo di San Biagio, chiamata dalla Osimo servizi (che pure disporrebbe di attrezzatura simile) per la controversa apposizione del simbolo palestinese proibito.

Quanto costa ogni singolo intervento col cestello elevatore? Costo da moltiplicarsi per due per la rimozione delle bandiere ad evento concluso?
Anche ipotizzando un prezzo di favore o una sorta di abbonamento al servizio, è plausibile che ogni chiamata, comportante l’uscita del mezzo e il lavoro di almeno due operatori o forse persino tre, possa incidere da un minimo di 90 euro ad un massimo di 200, con il costo di 140 euro forse vicino alla realtà; non sappiamo se valevole per i soli diritti di chiamata o se comprensivo anche del lavoro degli operatori.
Per fare un conto della serva la bandiera “fuorilegge”, posizionata sugli elementi di arredo della facciata stile lenzuolo steso ad asciugare, avrebbe potuto pesare a bilancio per 280 euro. Ma temiamo inciderà di più.
In ogni caso, uscendo dalla Palestina e rimanendo in Italia e in Europa, le nostre bandiere non possono restare H24 legate come fossero a lutto o in castigo ma se esposto debbono, per legge, garrire, libere, al vento.

Debbono, inoltre, essere ammainate di notte (in caso di luogo non debitamente illuminato) e riposte in caso di esposizione a cattivo tempo.
Insomma un vero e proprio lavoro, come da protocollo del Presidente CIAMPI, che a finestrone praticabile può essere sbrigato in Comune… ma che diventa improponibile solo da supporre dovendo ogni volta ricorrere ai servigi del carrello elevatore.
Stessa cosa dicasi anche per il pennone della Torre civica, ugualmente inagibile da anni, anni e anni causa terremoto 2016 (o forse anche prima).
Allora che fare? Seppur a malincuore, l’unica opzione possibile è quella di ammainare il Tricolore e la bandiera europea in quanto legate non possono essere esposte, come invece accade, nella indifferenza di tutti (pure dell’attento Prefetto) da chissà da quanto tempo.
In attesa del restauro di Palazzo e Torre comunale e del ritorno alla normalità, quantomeno per la nostra bandiera e quella europea (quella Palestinese rimarrà tabù, al pari delle altre, in assenza di visite ufficiali, convegni internazionali, ecc.) suggeriamo il semplice rispetto della legge, così da non sbagliare ed essere di insegnamento positivo a quanti guardano, con soddisfazione e orgoglio, al proprio simbolo nazionale e continentale.

Le dieci giornate all’anno in cui i vessilli debbono (abbiamo detto debbono e non possono) essere inalberati sono: 7 gennaio (Festa del Tricolore), 11 febbraio (Patti Lateranensi), 25 aprile (Liberazione), 1° maggio (Festa del Lavoro), 9 maggio (Giornata d’Europa), 2 giugno (Festa della Repubblica), 28 settembre (Insurrezione popolare di Napoli), 4 ottobre (San Francesco Patrono di Italia), 24 ottobre (Giornata delle Nazioni unite) e 4 novembre (Festa dell’Unità nazionale).
Sopite le inutili polemiche per la Palestina, si spera quindi in un rapido ritorno, senza indugio, alle disposizioni nazionali.
QUI il tuo gradito commento:
Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

IL "PATTO SEGRETO" CILLO-CARNEVALI FINISCE NEL FOSSO: THOMAS PRONTO AL RITIRO?
Leggi articolo
REFERENDUM GIUSTIZIA, OGNI VOTO CONTA. LA PARTITA SI DECIDE SUL FILO DEL RASOIO
Leggi articolo
IL "SISTEMA" MARCHE E IL CASO PUTZU: CINQUE ANNI DI ILLEGITTIMITA' NELL'OMERTA' DELLA POLITICA
Leggi articolo
RICORDI A DUE VELOCITA': BANDIERE PER LA PALESTINA, NESSUN ALLORO PER GLI ESULI
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.