L’OCCASIONE STORICA DI ELEGGERE DUE… FORSE ANCHE TRE OSIMANI! SERVE UN PO’ DI FORTUNA E UNA CONDIZIONE: NON DISPERDERE IL VOTO

La vittoria di Ricci aprirebbe matematicamente le porte dell’Assemblea regionale a Pugnaloni, mentre la conferma di Acquaroli porterebbe in dote Latini e forse anche Paolorossi. Non remota neanche l’ipotesi di un clamoroso en plain mai registrato nella storia di Osimo neanche a livello di doppietta. Serve però utilizzare il cervello ed evitare di buttare la scheda elettorale accordando consenso a banali riempi-lista
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Buon compleanno OSIMO OGGI! Soffiamo oggi sulle nostre prime 27 candeline!
Potrà sembrare ripetitivo ma davvero il futuro di OSIMO OGGI sembra legato al filo del buon cuore di quanti ci leggono e seguono con passione fin dal 4 settembre 1998.
Differenza fondamentale: all’epoca OSIMO OGGI aveva un piccolo prezzo di copertina (2.000 lire) da pagare in edicola… oggi le edicole hanno cambiato mestiere per dare spazio al tutto subito e gratis.
Tutto subito non abbiamo difficoltà a regalarlo, ogni giorno, agli osimani e ai nuovi lettori dei dintorni che la Rete ci assicura per fortuna… sul gratis vedete voi… ognuno con la proprie possibilità e desiderio di preservare ad Osimo una delle sempre più rare fonte libere informative in circolazione.
Fin quando sarà opportuno; fino a quando sarà possibile.
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Una decina i candidati osimani, appena due, massimo tre, coloro che ce la faranno o potrebbero farcela; in ordine di possibilità Dino LATINI, Simone PUGNALONI e Luca PAOLOROSSI.
Dimenticate tutti gli altri se volete bene alla vostra scheda elettorale e diffidate, da osimani di Destra, di Sinistra o di Centro, qualunque proposta estranea al territorio.
RICCI O ACQUAROLI, CHI PREVARRA' IL 28 E 29 SETTEMBRE?
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Dino LATINI e le Regionali 2025:
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Simone PUGNALONI alle Regionali:
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E’ infatti scientificamente provato che nessun senigalliese, mai uno jesino, men che meno un anconetano o un fabrianese o di vattelo a pesca abbia mai mosso un dito a favore di Osimo, a discapito della propria comunità di riferimento.
Così è stato e così sarà nei secoli dei secoli dovendo ciascun candidato curare, diciamo giustamente, il proprio orticello fatto di 3.000/4.000/5.000 voti necessari per sperare di essere eletti.
Detto questo gli osimani, pur sempre quarta forza per importanza della provincia di Ancona, se saranno dell’idea di non disperdere il proprio voto, potrebbero per davvero compiere il miracolo di 2 elezioni e financo tre.

Prima condizione-base: dimenticare di sprecare consenso inutile (per amicizia o simpatia o abitudine) barrando i nominativi dei vari ROSCIANI, ANTONELLI e GINNETTI, trio osimano forse politicamente rispettabile (forse) quanto lontanissimo anche dal nutrire una qualsiasi speranza, ultima a morire, di lieto fine.
Un esercizio accademico, quello di ANTONELLI e GINNETTI (tanto per continuare a pesarsi un pò e rubacchiare qualche spicciolo al solito LATINI) o puramente di curiosità per la tardiva new entry, a 67 anni suonati, Sirena ROSCIANI, decisamente più adatta in veste di nonna amorevole o magari a proprio agio, lancia in resta, su un muletto della propria baldanzosa azienda, che orientata a capirci qualcosa in astruse congiunzioni e strategie politiche.
Ergo evitare la dispersione di preferenze destinate a durare lo spazio di 24 ore e magari far esclamare qualcuno… “c’è mancato poco, con 3.000 voti in più avrei potuto farcela!”.
SE tutto questo è già scritto nella roccia, nell’ordine, per ANTONELLI, GINNETTI e la ROSCIANI… figuriamoci gli altri sei o sette osimani figuranti in lista col solo scopo di riempire uno spazio in bianco!
Serietà vorrebbe che questi signori non dovrebbero ricevere neanche il proprio consenso… figuriamoci quello altrui, fossero anche mogli, amanti, figli o amici.

Ciò detto analizziamo le possibilità, diverse per ciascuno dei tre veri candidati, di strappare il pass per l’Assemblea regionale.
Iniziamo dal favorito Dino LATINI, favorito dal fatto di rappresentare un partito che non esiste (l’Udc) e quindi di poter agevolmente pensare di arrivare primo correndo in pratica da solo.
Se quindi accumulare preferenze non è il problema principale di LATINI, lo scoglio unico e vero è legato all’unica condizione che ACQUAROLI non subisca sul filo di lana una rimonta da RICCI che molti vedono difficile ma possibile.
Se non ci saranno sorprese e ACQUAROLI dovesse continuare il proprio mandato da Governatore, rimarrebbe per LATINI un’ultima incertezza ma di poco conto: dove scatterà l’unico seggio destinato alle Liste civiche targate Udc? Ad Ancona come probabile o a Pesaro?
Per meglio dire: quanto varrà la candidatura dell’Udc Pia PERRICCI sulle ali dello scandalo poco scandaloso “Affidopoli”… venuto allo scoperto grazie all’impegno civico dell’avvocatessa pesarese?

Chi può dirlo? In ogni caso niente paura per LATINI. Il buon SACCONE è da tempo al lavoro e ha rimediato per l’Udc, prima ancora dell’avvio dei giochi, un sicuro Assessorato… da aggiungersi al Consigliere conquistato a suon di voti eleggendo ACQUAROLI.
Più complessa la partita destinata a Simone PUGNALONI. L’ex Sindaco si ritrova in mano due carte decisive, entrambe importanti da giocare: 1) puntare tutto nella roulette elettorale, sull’uscita del “rosso” rappresentato da RICCI eletto Governatore, evento che come un jolly raddoppierebbe di fatto, da due a quattro, i Consiglieri di maggioranza in forza al Pd.
Per RICCI però, vincere è possibile ma non sarà facile. Più facile esca il nero che condannerebbe i Dem a due soli Consiglieri di minoranza, assai difficilmente tre.
Se fossero per davvero tre (ma appare discretamente remoto l’evento) PUGNALONI parrebbe ancora in grado di accompagnare LATINI ad Ancona… ma se dovessero risultare premiati solo i primi due classificati in casa Pd, la partita diventerebbe ardua in un confronto a tre che, se non ci saranno intrusi, risulterà tra lo stesso PUGNALONI, nonna MANCINELLI ad Ancona e zio MANGIALARDI a Senigallia.
Un paio le note conosciute in partenza: l’ex Sindaco di Ancona pare destinata a fare molto bene ma anche molto male… insomma non dovrebbe totalizzare un risultato di mezzo, con l’ipotesi che possa rimediare un brutto risultato quotata tra gli scommettitori.
L’altra condizione per PUGNALONI è però legata al voto osimano dell’elettorato di partito e di Centro-Sinistra che dovrà far lievitare le 1.804 preferenze (rimediate da Mauro PELLEGRINI nel 2020) ad almeno 3.000; meglio se 3.200 voti.
A questi, poi, PUGNALONI dovrà aggiungere almeno il doppio dei 398 consensi rimediati dallo stesso PELLEGRINI in provincia, ovvero non meno di 800 voti tondi per conquistare vetta 4.000 che cinque anni fa avrebbe assicurato il disco verde; a Manuela BORA, oggi assente, bastarono infatti 3.921 preferenze, dietro MASTROVINCENZO ugualmente oggi non presente in lista.
E veniamo a Luca PAOLOROSSI, outsiders (ma non troppo) di questa tornata regionale.
La pecora nera di Filottrano, indossata la casacca leghista prestatagli per l’occasione dal Generale VANNACCI, potrebbe risultare la sorpresissima dell’intera tornata e laurearsi ufficialmente quale “caso politico” nazionale.
Per riuscirci serviranno, oltre al successo di ACQUAROLI, almeno un paio di condizioni favorevoli: 1) risultare il leghista più votato della provincia di Ancona (e con 2.500/3.000 preferenze già accreditate dai bookmakers il Sindaco dovrebbe riuscire nell’impresa); 2) sperare ardentemente con tutto il cuore e l’anima che la Lega non faccia bene in provincia di Macerata e/o in provincia di Pesaro dove il Carroccio è accreditato di poter far scattare i due unici Consiglieri di cui è accreditato come risultato massimo.
Se a Macerata e/o Pesaro qualche raffreddore dovesse rallentare la lenta marcia dei Salviniani (evento peraltro possibile, specie nel Pesarese) allora i marchigiani potrebbero iniziare a ridere, certi di visibilità in campo nazionale tutta nuova e speciale come solo un PAOLOROSSI in casacca regionale potrebbe dare a questa regione.
Si accettano scommesse.
P.S. Per la cronaca nel 2020 gli osimani che votarono candidati non osimani, mostrando di aver capito poco o nulla del meccanismo elettorale, furono esattamente 1.349, così divisi: 630 nel Centro-Sinistra e 719 nel Centro-Destra.
Per la precisione: Pd 536, Fratelli di Italia 336, Lega 296, 5 Stelle 81, Forza Italia 52, Udc 35 e Comunista 13.
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